Scaramanzia e gioco

30 dicembre 2012

Gli Italiani, si sa, sono una delle popolazioni più scaramantiche del mondo. Ma quando si parla di gioco d’azzardo, la consultazione degli astri o l’utilizzo di particolari riti, diventano pratiche universali.

Tra le pratiche più comuni abbiamo quella di gettare in terra un qualche oggetto (di solito una caramella) per allontanare dalla sala da gioco la iella, sfortuna o che dir si voglia. Chi non è mancino evita nella maniera più assoluta di giocare le sue carte con la mano sinistra, che nell’antichità era chiamata anche mano del diavolo (sebbene diversi studi abbiano confermato che non c’e’ nessuna differenza a livello di quoziente intellettivo tra destri e mancini, ma che, anzi, questi ultimi sembrino essere più creativi).

Ci sono poi quelli che si affidano agli astri, consultando gli oroscopi prima di ogni partita, o quelli che contano su amuleti come cornetti rossi e zampe di coniglio, ma anche l’immagine del santo preferito. Ci sono quelli che soffiano sui dadi e quelli che non prendono in mano le carte se non quando la distribuzione è completata.

Sebbene la maggior parte degli scaramantici sia perfettamente cosciente del fatto che l’andamento del gioco è imprevedibile e dipendente dal puro caso, non rinunciano ai loro riti, sperando che portino la ‘dea bendata’ un po’ di più dalla loro parte.

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